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Dunque a settembre del 2019 la richiesta di prestiti da parte delle famiglie italiane ha fatto registrare un aumento del 2,5% rispetto al settembre del 2018. Qual è il motivo di questo incremento? È stata determinante la scelta della BCE di tagliare il costo del denaro, abbassando i tassi di interesse sui depositi, che passa dal - 0,4% al - 0,5%. Una delle conseguenze immediate ha riguardato la richiesta di mutui surroga, che ha subito un accelerazione del 68% nel terzo trimestre.

Si ricorda che la surroga è il trasferimento di un mutuo dalla vecchia banca a un nuovo istituto in grado di offrire condizioni migliori, per esempio tassi di interesse più vantaggiosi per il cliente. Sta crescendo di conseguenza la domanda di acquisto, da parte delle famiglie, della prima abitazione ma anche quella relativa all’acquisto di un immobile a uso investimento, specialmente nelle grandi città.

A settembre 2019 la frenata sulla richiesta dei mutui si è interrotta. I finanziamenti ipotecari e le domande di surrogazione del mutuo sono nuovamente in crescita, dopo ben tre trimestri negativi consecutivi. Le domande di mutuo sono aumentate dell’1% rispetto al 2018. È cresciuto anche l’importo medio richiesto, salito del 4,7%; ossia è cresciuto anche l’ammontare medio del denaro che una famiglia richiede alla banca per acquistare una casa. In media un nucleo chiede una cifra intorno ai 133.000 euro per comprare un immobile.

Le richieste di mutui di sostituzione, per cifre dunque non superiori ai 75.000 euro, rappresentano circa il 25% del totale. Per quanto riguarda la durata dei mutui, i piani di rimborso che sembrano andare per la maggiore sono quelli compresi tra i 16 e i 20 anni: rappresentano il 25% del totale. Il restante 75% riguarda piani di rimborso del prestito finalizzato all’acquisto di un immobile con durata superiore ai 15 anni.

I prestiti inferiori ai 5 anni, dove si concentrano per lo più i mutui di sostituzione, hanno una rilevanza poco significativa. L’incremento della richiesta di prestiti riguarda una popolazione sempre più giovane; sono gli under 35 la fascia di popolazione che sta approfittando dei tassi di interesse più favorevoli per avanzare richieste di finanziamento più vantaggiose: costituiscono il 30% del totale dei richiedenti. Resta invariata la fascia che mantiene il primato sulle richieste di prestito, quella compresa tra i 35 e i 44 anni, che rappresenta il 34% dei richiedenti, anche se si tratta di una percentuale in leggero calo.

Sono in aumento anche le richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni mobili, come le automobili e gli elettrodomestici. Si registra un incremento del 5,5%. Il trend negativo riguarda i prestiti personali, ossia quelli che non presentano una specificazione dell’oggetto della richiesta: fanno registrare un decremento dell’1% rispetto al mese di settembre del 2018. L’importo medio richiesto dalle famiglie è stabile: siamo intorno a un ammontare medio pari a 9.240 euro; questa cifra rappresenta comunque una media tra il dato dei prestiti personali e quello dei prestiti finalizzati.

Per quanto riguarda le fasce di importo, si evidenza una crescita dell’1,3% per le cifre sotto i 5.000 euro; tali domande di prestito rappresentano la maggioranza, con il 44,5% del totale. Sopra i 5.000 euro si registra un calo simmetricamente opposto, pari a -1,3%, rispetto al settembre 2018.


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